Il cappello di paglia di Firenze

Opera

Il cappello di paglia di Firenze

Nino Rota
from 3 to 10 December
Teatro Comunale (Firenze)
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Direttore Andrea Battistoni

RegiaAndrea Cigni

Scene e costumi Lorenzo Cutuli

 

Fadinard Filippo Adami
 Enea Scala (4, 6, 10)
Nonancourt Gianluca Buratto
 Salvatore Salvaggio (4, 6, 10)
Beaupertuis Mauro Bonfanti
 Filippo Fontana (4, 6, 10)
Lo zio Vézinet Stefano Consolini
Emilio Francesco Verna
 Nicolò Ceriani (4, 6, 10)
Felice Gregory Bonfatti
Achille di Rosalba Saverio Bambi
Una guardia Leonardo Melani
Un caporale delle guardie Nicolò Ayroldi
Massimo Egidio Naccarato (5, 6)
Vito Roberti (7, 10)
Minardi Ladislao Horvath
Il pianista della Baronessa Andrea Severi
Elena Laura Giordano
 Sandra Pastrana (4, 6, 10)
Anaide Marta Calcaterra
La Baronessa di Champigny Romina Tomasoni

  Agostina Smimmero (4, 6, 10)

La modista Irene Favro


 Orchestra e Coro del Maggio Musicale Fiorentino

Maestro del Coro Lorenzo Fratini


Produzione Teatro del Maggio Musicale Fiorentino
in collaborazione con Maggio Fiorentino Formazione
 

Teatro Comunale
Martedì 3 dicembre, ore 20.30
Mercoledì 4 dicembre, ore 20.30
Giovedì 5 dicembre, ore 20.30
Venerdì 6 dicembre, ore 20.30
Sabato 7 dicembre, ore 15.30
Martedì 10 dicembre, ore 20.30*

* Coop Day - Serata per i soci Unicoop Firenze al prezzo unico di 25 €, in vendita alla Biglietteria del Teatro Comunale e nei punti vendita Boxoffice.

Guide all'ascolto
Piccolo Teatro
Martedì 3 dicembre, ore 19.45
Mercoledì 4 dicembre, ore 19.45
Giovedì 5 dicembre, ore 19.45
Venerdì 6 dicembre, ore 19.45
Sabato 7 dicembre, ore 14.45
Martedì 10 dicembre, ore 19.45

Atto I
Nel giorno delle nozze di Fadinard, il suo cameriere Felice accoglie Vézinet - lo zio vecchio e sordo della promessa sposa - che porta in dono una cappelliera. Arriva quindi lo stesso Fadinard, che racconta un fatto curioso: mentre tornava a casa in calesse, il suo cavallo ha mangiato un cappello di paglia appeso al ramo di un albero. Le urla della proprietaria e dell’ufficiale che la accompagnava hanno spaventato il cavallo, che, ripartendo al galoppo, gli ha impedito di scusarsi. Vézinet, che non ha capito nulla del racconto, si allontana. Fadinard sta pensando con gioia alle nozze imminenti quando entrano Anaide, la proprietaria del cappello, e il suo accompagnatore Emilio: i due esigono un risarcimento. Fadinard manda Felice alla ricerca di un cappello uguale a quello distrutto dal cavallo e si affretta a nascondere Anaide ed Emilio, quando si accorge che sta sopraggiungendo qualcuno: è il futuro suocero Nonancourt, che accompagna la promessa sposa Elena. Rimasti soli, Fadinard e Elena si scambiano espressioni di tenerezza. Dalla strada intanto giungono le voci degli invitati: Fadinard manda Elena e il padre ad accoglierli e si trattiene per cercare di liberarsi di Anaide ed Emilio. Felice non ha trovato il cappello giusto e Anaide è disperata: non può rientrare a casa senza quel cappello, con il quale il marito gelosissimo l’ha vista uscire al mattino. A nulla valgono le proteste di Fadinard, atteso per la cerimonia nuziale: Emilio minaccia di affrontarlo in duello se non provvederà immediatamente a procurare ad Anaide un cappello nuovo, in tutto uguale a quello distrutto dal cavallo.

 

Intermezzo
Una modista sta tentando di tenere a freno il cicaleccio delle sue apprendiste, quando nella bottega si presenta Fadinard. La modista lo informa di aver venduto alla Baronessa di Champigny un cappello identico a quello da lui desiderato.

 

Atto II
La Baronessa ha organizzato un ricevimento in onore del violinista Minardi. Giunge Fadinard, che nel frattempo è riuscito a condurre in porto la cerimonia nuziale. Intimidito dal tono aristocratico dell’ambiente, si chiede come potrà chiedere il cappello alla Baronessa. Accolto con tutti gli onori dalla padrona di casa, che crede di avere di fronte a sé il grande violinista - celebre anche per la sua stravaganza -, decide di fingere di essere il musicista: così, quando le chiede di donargli il cappello, la nobildonna non si scompone, e divertita acconsente. Fadinard si rallegra pensando che in pochi minuti potrà raggiungere gli invitati per recarsi al banchetto nuziale, quando con orrore vede Nonancourt uscire dalla sala da pranzo: costui l’aveva seguito con gli invitati, pensando che fossero giunti al ristorante e, entrati nella sala da pranzo attraverso le cucine, avevano abbondantemente mangiato e bevuto. Quando la Baronessa ritorna con un cappello nero, Fadinard insiste per avere non quello, ma un cappello di paglia di Firenze. La Baronessa, sconcertata, rivela di averlo donato alla sua figlioccia, la signora Beaupertuis. La confusione aumenta quando gli amici di Fadinard irrompono nel salone e giunge al culmine quando fa il suo ingresso il vero maestro Minardi. Fadinard riesce a svignarsela, trascinando con sé Elena e gli invitati, prima dell’arrivo della polizia.

 

Atto III
Il signor Beaupertuis è inquieto: sospetta di essere tradito dalla moglie, uscita la mattina per rendere visita a una cugina e non ancora rientrata. Si presenta Fadinard, che chiede di parlare con la padrona di casa. Mentre entrano Nonancourt e Vézinet, convinti che quella sia la nuova abitazione degli sposi, Beaupertuis cerca invano di fermare Fadinard, che gira freneticamente per la casa alla ricerca del cappello. Infine arrivano le donne del corteo nuziale, accompagnando Elena a quello che credono il talamo nuziale. Gli equivoci si moltiplicano e Fadinard si decide a spiegare a Beaupertuis perché sia alla ricerca del cappello della signora: ma dai particolari del racconto Beaupertuis comprende che l’amante dell’ufficiale è sua moglie, e il cappello mangiato dal cavallo quello da lei indossato la mattina. Nella confusione generale, Fadinard esce per correre a casa e mettere in salvo Anaide dalla vendetta di Beaupertuis, che lo tallona armato di pistola.

 

Intermezzo
Il corteo degli invitati, stanco e disorientato dopo tutte le peripezie della lunga giornata trascorsa, si trascina nella notte verso la casa di Fadinard.

 

Atto IV
I militari della ronda eseguono svogliatamente il cambio della guardia, mentre si addensa un violento temporale. Gli invitati arrivano sotto la casa di Fadinard: Felice impedisce loro di salire, perché in casa c’è una signora. Nonancourt, su tutte le furie, ordina al domestico di portare via dalla casa tutti i doni di nozze. Elena tuttavia ama il marito e non intende lasciarlo. Giunge Fadinard trafelato, mentre Nonancourt si appresta a portare via i pacchi con i regali: tenta di strappargli di mano una cappelliera, e lo zio Vézinet si preoccupa che non ne venga danneggiato il contenuto, il suo dono di nozze - un costoso cappello di paglia di Firenze! Mentre Fadinard, pazzo di gioia, abbraccia tutti quanti, Nonancourt sottrae il cappello dalla scatola. Fadinard sale in casa per liberare Anaide. Intanto i soldati ritornano dal loro giro di sentinella, e imbattendosi in Nonancourt e negli invitati carichi di pacchi, li prendono per ladri e li conducono in prigione. Fadinard, uscito di casa con Emilio e Anaide, apre la cappelliera: è esterrefatto trovandola vuota e non vedendo più moglie, suocero e invitati. Quando un soldato spiega l’accaduto, Emilio entra nel posto di guardia per recuperare il cappello. Ma ecco arrivare Beaupertuis: Fadinard fa indossare ad Anaide un cappotto militare e la nasconde nella garitta, Emilio si affaccia a una finestra e lancia il cappello, che resta impigliato a un lampione. Beaupertuis si aggira furente in cerca della moglie, mentre Emilio e Fadinard si affannano per nascondere la donna e recuperare il cappello: ci riescono, ma fanno cadere il lampione. A tutto quel chiasso accorrono le guardie e gli inquilini delle case circostanti. Anaide, che approfittando del trambusto ha indossato il cappello, affronta Beaupertuis ostentando un atteggiamento di dignità offesa, e lo rimprovera di bighellonare per la città trascurandola. Nonancourt, che ha saputo la verità da Felice, elogia Fadinard per la sua nobiltà d’animo. Il caporale libera gli invitati. Beaupertuis, umiliato, chiede perdono alla moglie. Tutti quanti si rallegrano per il lieto fine della folle giornata: ciascuno può tornare a casa a riposare, e gli sposini - finalmente - possono ritirarsi nel loro nido d’amore.